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COMUNE DI MARSICOVETERE

MARSICOVETERE è UN COMUNE DI 5.420 ABITANTI IN PROVINCIA DI POTENZA, IN BASILICATA.


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Comune
Largo Municipio

85050 Marsicovetere PZ
telefono 0975 69033


Sito internet
Marsicovetere



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Marsicovetere ha origini molto antiche, confermate dai resti di un'antica civitas che lo storico romano Strabone indicò con il nome di Vertina. Alle pendici dell?attuale abitato e quindi non lontano dall?antica Vertina, la potente famiglia romana dei Brutii Praesentes edificò un'imponente villa di oltre 1700 m2, che fu nel II secolo residenza dell'imperatrice Bruzia Crispina, moglie di Commodo.
Nel VII secolo in seguito alla distruzione di Grumentum fu distrutta anche Vertina e i profughi si spostarono sull'altura dove oggi sorge Marsicovetere, per trovare rifugio. Secondo il Racioppi l'etimologia del nome è legata al vocabolo tardo latino Marsicus che vuol dire "luogo paludoso", perché tale era la valle sottostante, a cui fu aggiunto Vetus per distinguerlo da Marsicus Novus, l'odierna Marsiconuovo.Ben altra importanza assunse Marsicovetere nell'età moderna, infatti re Ferdinando I di Napoli donò, nel 1468, Marsicovetere ad Ettore Caracciolo Pisquizi (patrizio napoletano e fratello di Sergianni Caracciolo, primo ministro al tempo di Giovanna II) con il titolo di Signore. Il primo ad essere insignito del titolo di Principe di Marsicovetere da re Filippo III di Napoli fu Salvatore Caracciolo il 4 giugno 1646. Grazie alla presenza di una delle famiglie più potenti del regno, Marsicovetere fu protagonista di una grande espansione demografica (toccò la soglia di 4000 abitanti a metà del XVI secolo), urbanistica (con l?edificazione del 1639 della Chiesa di San Pietro, oggi dedicata ai Santi Pietro e Paolo) e culturaleTra il 1647 e il 1648 Marsicovetere fu coinvolta dai movimenti antifeudali scaturiti nel Regno dopo la rivolta napoletana di Masaniello. Nell'autunno del 1647, data l'assenza del Principe Salvatore Caracciolo, il popolo si ribellò, guidato da Matteo Cristiano che, compiuta l'opera, si diresse verso lo Ionio attraversando tutta la Val d'Agri. Nel dicembre 1647, Francesco Caracciolo, Duca di Martina e Preside di Basilicata, insieme con il Principe Salvatore Caracciolo, alla testa di 100 soldati, partì da Buccino alla volta di Marsicovetere, attraversando per 60 miglia gli innevati monti lucani, con l'intento di stabilirvi un centro contro-rivoluzionario. Non essendo al corrente della rivolta del popolo, una volta giunto vi trovò Ippolito da Pastena alla testa di 400 rivoluzionari. Il 23 dicembre il Duca di Martina fu sbaragliato e costretto a ripiegare di 50 miglia verso PicernoNel 1861 Marsicovetere fu annessa al Regno d'Italia, nonostante i conflitti tra i briganti, guidati dal temibile capobanda Angelantonio Masini, e le forze Sabaude. Nel 1857 il paese fu gravemente danneggiato da un violentissimo terremoto che semidistrusse il Convento di Santa Maria di Costantinopoli e distrusse completamente la seconda chiesa di Marsicovetere, secondo alcuni la chiesa di San Vito. Questo avvenimento segnò per Marsicovetere l?inizio della crisi, supportata da una ricostruzione difficile e in parte ancora non conclusa (il Convento di Santa Maria di Costantinopoli non è mai stato più ricostruito), oltre che dall?emigrazione verso le Americhe. La crisi durò sino agli anni cinquanta, quando iniziò lo sviluppo della frazione di Pedali.Attraverso l'azione del suddetto consorzio furono realizzate strade carrabili, si incrementò la costruzione di acquedotti rurali e si provvide alla regimazione del fiume Agri. Da tale data il comune ha subito profondi cambiamenti con lo sviluppo delle imprese e del terziario. Villa d'Agri rappresenta oggi il cuore pulsante della Val d'Agri e tiene in vita Marsicovetere e la sua storia millenaria.


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Marsicovetere


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