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COMUNE DI NEMOLI

NEMOLI è UN PICCOLO COMUNE LUCANO DI 1.508 ABITANTI DELLA PROVINCIA DI POTENZA. IL PAESE è POSTO TRA I MONTI DELL'APPENNINO LUCANO; NOTO PER IL PROPRIO ARTIGIANATO TIPICO, CHE SI BASA SULLA LAVORAZIONE DEL LEGNO E DEL RAME.


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Il territorio del comune di Nemoli si presenta con una vegetazione varia, con la presenza di alberi da frutto, di ulivo, viti e con una vegetazione ricca di felci, ginestre, radure erbose e faggi maestosi, tra i quali si nascondono volpi, lepri, tassi, faine, ricci e il raro moscardino (piccolo scoiattolo).Nel nucleo principale del paese, dove si trovano le caratteristiche strettole e sopportici, si possono ammirare alcuni pregevoli portali sparsi per i vicoli e il loggiato di stile napoletano, del palazzo Filizzola del XVIII secolo oltre al monumento dedicato ai caduti realizzato in bronzo.Le prime tracce di insediamenti umani sul territorio di Nemoli risalgono al V secolo a.C., come testimoniano alcune statuine di bronzo ritrovate sul territorio, rappresentanti guerrieri e animali, che fanno pensare alla passata esistenza di una stipe votiva e all'esistenza di una città di origine fenicia. Il primo nucleo abitativo certamente risale ai primi secoli dello scorso millennio. Durante il Medioevo Nemoli, allora chiamata Il Bosco, dipese dapprima dalla città di Lauria, quale grangia dell'abbazia di san Filippo. Poi venne accorpata al territorio di Rivello, di cui costituiva uno dei tre casali insieme a San Costantino e Rotale. Nel 1650 vi si stabilì un folto gruppo di Valdesi, scacciati della vicina Calabria, che incrementò notevolmente la popolazione.Nel 1806, per volontà di Giuseppe Bonaparte, si cominciò a costruire la strada consolare detta delle Calabrie: questa, che attraversava Bosco, portò benessere economico ed incremento demografico. In questi periodo numerosi erano gli opifici quali ferriere, ramiere e mulini. Inoltre, Bosco divenne luogo di ristoro per i carrettieri che vi transitavano.Al paese venne imposto il cambio del nome, da Bosco a Nemoli, con apposito decreto borbonico, appena dopo l'avvenuta distruzione dell'omonimo paese, Bosco del Cilento, incendiato e distrutto per essere insorto contro i Borbone di Napoli nel 1828. Già in precedenza, approfittando di una visita del re di Napoli, Ferdinando II di Borbone, del 10 aprile 1833, una delegazione di boschesi aveva manifestato, sulle rive del lago Sirino, il suo desiderio di autonomia da Rivello. Il 6 giugno 1833 la richiesta di indipendenza fu espressa formalmente a Napoli, chiedendo anche di cambiare il nome del casale per non confonderlo con l'ormai distrutto Bosco del Cilento; tra le possibili alternative per il nome vi era anche quella di Nemoli (dal latino Nemus Olim, ossia una volta Bosco).Col decreto dell'8 dicembre 1833 Ferdinando II di Borbone concesse a Bosco il diritto di costituirsi autonomamente come comune e rendersi finalmente indipendente da Rivello, col nome di Nemoli, a partire dal 1º gennaio 1834. Solo un secolo più tardi, dopo che la commissione degli affari ecclesiastici aveva sottoposto al re il bisogno di avere una parrocchia separata e a seguito delle disposizioni vescovili per eliminare le tensioni tra i due abitati, gli abitanti di Nemoli ottennero finalmente, l'11 ottobre 1938, una propria parrocchia con l'erezione della Chiesa di santa Maria delle Grazie.una tradizione antichissima che si svolge il giorno di Carnevale è "La Sagra della Polenta"che prende vita dalle offerte spontanee della popolazione che concorre alla sua organizzazione. Ogni anno occorrono circa 5 quintali di polenta, condita secondo una ricetta antica di secoli e con un sugo fatto con salsiccia, pancetta e pepe rosso macinato. La polenta viene offerta a tutti coloro che arrivano nel paese. Il tutto è accompagnato da vino paesano offerto dai produttori nemolesi.È tipica usanza nemolese accendere un grande fuoco la sera della vigilia di Natale al centro della piazza Umberto I. Il falò viene ravvivato e fatto ardere dai vari abitanti fino all'Epifania, e diventa il punto di ritrovo per residenti e non, che scaldandosi chiacchierano in attesa della santa Messa.


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Nemoli
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