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COMUNE DI PALAZZO SAN GERVASIO

PALAZZO SAN GERVASIO è UN COMUNE ITALIANO DI 6.719 ABITANTI DELLA PROVINCIA DI POTENZA IN BASILICATA.


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Comune
Via Roma,34

85026 Palazzo San Gervasio PZ
telefono 0972 44246


Sito internet
Palazzo San Gervasio



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Le origini di Palazzo San Gervasio sono imprescindibilmente connesse a quelle del suo castello normanno-svevo, il Palatium Regium, dal quale il paese prende il nome, così come ne seguì le vicende storiche. Il borgo infatti, si è sviluppato intorno al XI secolo, proprio a partire dal maniero, con la costruzione delle abitazioni per la gente che prestava i propri servigi ai signori che lo abitavano.
Il primo rione fu quello dello Spirito Santo, così denominato perché vi sorgeva una chiesetta, Santo Spirito appunto, che diede il nome a questo originario nucleo abitativo nel quale sorgeva un altro piccolo edificio sacro, la chiesa dei santi Gervasio e Protasio, come si evince da due bolle papali del 1103 e del 1106. Alcuni documenti risalenti al 1281 testimoniano come la "marescallia di San Gervasio" fosse la sede delle migliori razze equine, allevate dai sovrani angioini. Sotto Carlo II d'Angiò custode delle foreste di San Gervasio fu Filippo di Grandiprato, che ebbe in affidamento anche il castello. Re Roberto d'Angiò invece, nel 1134 nominò nei territori di San Gervasio e Lagopesole "custode delle foreste e delle difese" Bertranda del Balzo, principe di Altamura. La trasformazione delle regie difese in feudi, iniziata sotto il regno di Giovanna I d'Angiò, proseguì con il suo discendente Carlo III e con suo figlio Ladislao.
Nel 1434 si ha il primo atto di infeudazione. La regina Giovanna II d'Angiò cede infatti il feudo di palazzo San Gervasio alla parente Novella (o Corbella) Ruffo.
È il periodo in cui sorge il rione Piano e l'originario Spirito Santo si amplia notevolmente. Agli inizi del XVI secolo il feudo con tutte le sue pertinenze, che rientravano tra i possedimenti regi, vengono dati in concessione a Nicola Maria Caracciolo, marchese di Castellaneta, da Ferdinando il Cattolico. Si hanno dati certi che, nel 1531, il castello fosse in buono stato di conservazione, mentre il paese annoverava una popolazione di 90 fuochi. All'epoca dei moti partenopei il paese aderì piantando l'albero della libertà in piazza e subendone le conseguenze. Molti patrioti furono assassinati e la cittadina saccheggiata e incendiata per rappresaglia. Il 1809 fu un anno segnato dall'attacco dei briganti, bloccati però prima di arrivare in paese, in via Difesa, dalla Milizia Civile coadiuvata dagli ausiliari e da truppe francesi a cavallo. Un annoso contenzioso tra l'ultimo feudatario, De Marinis, e la popolazione, conclusosi nel 1810 a favore del signorotto che produsse documenti falsi per accaparrarsi la colonia sui Casaleni e sui Castellani, nonché l'uso civico su altre contrade nel bosco, causò gravissimi disagi alla popolazione per trent'anni, mettendone in pericolo la sopravvivenza. Per far fronte alla drammatica situazione furono occupate le terre del latifondo con la violenza e dolosamente incendiate dai palazzesi esasperati.


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Palazzo San Gervasio
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