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COMUNE DI RAPOLLA

RAPOLLA UN COMUNE ITALIANO DI 4.400 ABITANTI DELLA PROVINCIA DI POTENZA. NOTO PER LA PRODUZIONE VINICOLA, OLIVICOLA E TURISMO TERMALE COLLEGATO ALLA PRESENZA DI FONTI DI ACQUE ACIDULO-FERRUGINOSE.


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Comune
Via Aldo Moro,27

85027 Rapolla PZ
telefono 0972 647111


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Rapolla



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La leggenda vuole che la sua nascita sia da collocarsi nell'XI secolo a.C. ad opera dei discendenti del mitico eroe Diomede che costruirono nella zona tra il Vulture e l'Ofanto alcuni tempi tra cui quello di Venere a Rocchetta e quello di Apollo a Rapolla. La storia ufficiale di Rapolla risale al V secolo a.C. ad opera dei coloni greci che fondarono, in Italia meridionale ed insulare, la Magna Grecia.Notizie pi precise sono legate alla battaglia di Heraclea nel III secolo a.C., sulle coste ioniche, quando le truppe del generale romano Luscino ritiratosi nell'entroterra lucano dopo la sconfitta con i greci di Pirro e i loro Trenta Elefanti, si accamparono sulle Terrazze del Cerro site a oriente del territorio rapollese; di l i romani intravidero una fortificazione ai piedi del Monte Vulture: era l'allora Strapellum, un fortilizio militare con un tempio greco al centro dominato da una torre; quando i soldati romani oltrepassato il vallone dell'Ontrolmo entrarono a Strapellum, ansiosi di incontrare la Cavalleria Lucana, videro gente riversa a terra e resti di battaglia; allora, convinti di non aggiungere "sangue al sangue" i soldati romani posero sulla porta del paese una mattonella di terracotta rossa con una iscrizione recante due serpenti attorcigliati che nel linguaggio militare romano di allora voleva dire, "Attenzione: luogo sacro, non si passa, non si fa rumore". Tale significato attribuito ai due serpenti rimane dubbio in quanto oggi sullo stemma comunale i due serpenti attorcigliati stanno a raffigurare le due fiumare Melfia e Ontrolmo che delimitano, sui versanti nord e sud, il vecchio centro abitato. Nel 1127 fu assalita e saccheggiata da Lotario III. Schieratasi in favore di Roberto di Loritello, fu assalita e distrutta dai Normanni nel 1163. Ricostruita e fortificata da Guglielmo il Buono, fu terra demaniale sotto gli Svevi. Rapolla in quanto storica sede vescovile vanta un altissimo numero di costruzioni sacre anche rurali. Si contano tre conventi, due monasteri, tre croci, dieci laure, cinque eremi, sette chiese, e, se consideriamo il passato come curia vescovile, perfino la badia di Santa Maria di Pierno e la badia di Monticchio.


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