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COMUNE DI RUVO DEL MONTE

RUVO DEL MONTE è UN COMUNE DI 1.122 ABITANTI DELLA PROVINCIA DI POTENZA.


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Comune
Viale Repubblica,1

85020 Ruvo del Monte PZ
telefono 0976 97035


Sito internet
Ruvo del Monte



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Ruvo del Monte è stato, sempre, anche nei tempi remoti, un punto di passaggio obbligatorio per raggiungere sia la Campania che l?entroterra della Basilicata.Vicino ai ruderi del Convento S.Antonio, sul colle omonimo, si possono scorgere, ancora oggi, quelli più antichi delle fabbriche precedenti, i quali ci riportano molto indietro nel tempo, fino alla primitiva chiesa S. Tommaso, intorno alla quale,in epoca normanna, si raccolse il Casale ?Sancti Thome de Rubo? o ?de Rubeo?.
Ed era inevitabile che sorgessero qui questi edifici sacri, su questa alta dorsale pianeggiante, che fu nei secoli il ?Plano de Rubo? (piano di Ruvo): una lunga distesa su antichissime alture, dove lo sguardo può correre da Lagopesole a Conza, dall?oriente apulo - lucano fino al più interno occidente, e che oggi è e rimane tutta un?area archeologica senza disegno e senza protezione: un luogo ancora da esplorare, dove, oltre a tombe del VII-IV secolo a.C., sono stati rinvenuti pezzi che lasciano chiaramente supporre anche più lontane frequentazioni legate al grandioso fenomeno della transumanza con numerosissime tracce del neolitico.Il paese si chiamò ?Ruvo? fino al Regio Decreto del 22 gennaio 1863 n° 1140; poi ha tratto la specificazione di ?del Monte? dall?essere posto su di uno sperone della montagna che lo sovrasta, per distinguerlo da Ruvo di Puglia.Questa terra, allora estesa verso S. Fele, si trovò certamente coinvolta nelle lunghe guerre della grande Lega Sannitica contro Roma e nel corso della seconda Guerra Punica dovette affrontare la furia devastatrice, derivante dalla lotta fra i Romani e Annibale, lungo la valle dell?Ofanto, dopo la battaglia di Canne del 216 a.C.
Alcuni secoli dopo subì, certamente, le gravi conseguenze della lunga guerra greco-gotica (535-553), divenendo in seguito possedimento del Gastaldato e della Contea di Conza e terra di allevamento di cavalli, in particolare nella località ?Maurelle?.Con i normanni Ruvo tornò a costituirsi come abitato intorno alla primitiva chiesa benedettina di S. Tommaso denominato ?Casalis Sancti Thome de Rubo?, ricadente poi nell?area religiosa del Goleto,fondato dal Santo eremita Gugliemo da Vercelli.
Collegato al Goleto fu anche il centro benedettino di S. Tommaso di Cerrutolo ?De Plano Rubi?, il cui territorio, nel 1223, fu donato alla Chiesa di S. Maria di Pierno da parte del Conte di Conza, Raone, che esercitava giurisdizione sul territorio di Ruvo.
Frattanto da parte di Carlo I D?Angiò (1266-1285) fu impartito l?obbligo della manutenzione del Castello di San Fele anche ai ruvesi ?Casalis Sancti Thome de Rubo?.Nel corso del Cinquecento vennero ad insediarsi a Ruvo i Francescani sullo stesso sito dell?antica chiesa di S. Tommaso del Piano, chiamando il loro monastero con lo stesso nome.A partire dagli inizi del secondo millennio d.C., il primo grande elemento disgregatore dell?antica ?Terra Rubea? fu rappresentato dalla presenza nuova nel suo territorio del Castello di San Fele, fortezza voluta da Ottone I di Sassonia nell?anno 969 d.C..Nel 1861, poi, Ruvo subì il tragico assalto di Crocco e dei più feroci della sua banda, con crudeli eccidi e massacri soprattutto tra nobili e borghesi e tra quelli che essi ritenevano i loro nemici da distruggere.
Il totale incendio dell?intero Archivio Comunale, nel corso della rappresaglia, rende oggi sempre assai difficile ed incerta la ricostruzione almeno della parte essenziale della storia di Ruvo.Fino al terremoto del 1980 ha prevalso la cultura contadina e artigiana nello sviluppo del paese; l?inserimento di Ruvo del Monte fra i Comuni disastrati ha dato la possibilità alla zona del Vulture-Melfese di ottenere le due zone industriali di Vitalba e San Nicola di Melfi, con l?insediamento della FIAT, nel cui stabilimento lavorano decine di giovani ruvesi, e che costituisce, oggi, l?unico elemento di occupazione stabile. Le piccole iniziative occupazionali nel campo della confezione hanno, purtroppo, cessato l?attività per la crisi nel polo della corsetteria.


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