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FRANCO FUSCO

FRANCO FUSCO NASCE A LAGONEGRO (PZ), IL 10 MARZO DEL 1982 DA MADRE CASALINGA E PADRE BIDELLO DI UNA SCUOLA ELEMENTARE. E' UN CANTANTE, CANTAUTORE, MUSICISTA CRESCIUTO AD AGROMONTE DI LATRONICO (PZ), FRATELLO MINORE DI DOMENICO, CHE è STATO PERNO FONDAMENTALE PER LA SUA CARRIERA ARTISTICA.


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Franco Fusco

MERCOLEDì 10 MARZO 1982

Infatti a Domenico fù regalata una tastiera elettronica per il compleanno, e Franco (a soli 3 anni) se ne impadronì come giocattolo muovendo le prime note. Parte un percorso artistico, seppure scarno per via della tenera età, ma proficuo in termini musicali, poichè Franco riusciva a risuonare le esatte note appena ascoltate in precedenza,quasi come un registratore. I genitori di Franco hanno sempre spinto il loro figlio a coltivare questa passione che lo accompagna da bambino, ma Franco si è sempre rifiutato perchè per lui prendere lezioni di musica era come andare contronatura: "la mia arte è stata la mia insegnante di musica poichè l'ho vista sempre come un gioco, e mai come un'imposizione".
Gli anni passano e Franco sperimenta un nuovo gioco, quello di comporre musica. Infatti a 9 anni scrive la sua prima canzone dal titolo "dentro te". Spinto dall'organizzatore di una sagra paesana (amico della famiglia Fusco) Franco propone l'inedito ad un pubblico che stupito per la sua tenera età era titubante sul fatto che egli stesso fosse l'autore e compositore del brano, ma che qualcuno l'avesse scritta per lui. Franco avvertì subito questo distacco con il pubblico, al punto che non volle più salire su un palco. Cantare le sue canzoni davanti un pubblico per lui era come sperperare ai quattro venti la sua intimità. Negli anni avvenire continua la sua ricerca artistica dedicandosi alla creazione di nuove canzoni sempre più intime quanto sensibili a temi sociali,registrandole su una musicassetta che lui stesso aveva soprannominato "bozze", nascondendola gelosamente. Nel frattempo si dedica ad una nuova passione musicale (anche questa trasmessagli dal fratello Domenico):la banda di paese. Entra in banda musicale a 10 anni (dapprima come sassofonista, poi clarinettista e poi percussionista) e tutt'ora ne fa parte. Come si sa, anche in banda è obbligatorio seguire dei corsi di musica, che Franco non amava tanto, così che si faceva canticchiare dal fratello la parte da studiare e la riproponeva ad orecchio con lo strumento al suo insegnante.
Franco ha sempre ascoltato la stessa musica che la sua famiglia scoltava, quindi artisti come Baglioni e Battisti (i genitori), e Dire straits, Nirvana e Guns'n roses (il fratello). Questa fusione ha caratterizzato molto lo stile artistico di Franco, diventando impronta predominante nelle sue canzoni.
A 14 anni, per il suo compleanno, il padre gli regalò la prima chitarra elettrica, con la speranza di iniziare un vero percorso di studio musicale per uno strumento, ma Franco si finse malato, e per una settimana non andò a scuola, e quando i genitori erano fuori casa si rintanava nella sua stanza, "sperimentando" questo nuovo strumento sotto le note di "smells like teen spirit" dei Nirvana, imparò a suonarla. Fù così che la chitarra divenne strumento di composizione ufficiale per le sue canzoni.
A 15 anni entra a far parte di una band, come tastierista e cantante, per poi fondarne una tutta sua, gli "Evergreen". La band nasce come coverband dei Nirvana, ma forte è la voglia di fare musica propria, e dopo aver inciso un demo di quattro canzoni, Radionorba (una delle radio più ascoltate del sud Italia) trasmetteva ripetutamente Star'98, (inclusa nel demo). Fù un vero successo, soprattutto nei licei e tra gli studenti della Basilicata, e qualche bar aveva "star'98" nei propri juke box. Fù così che La T.S.A (etichetta discografica indipendente) scritturò gli Evergreen per un contratto discografico, che firmò solo Franco perchè aveva appena compiuto 18 anni, e quindi l'unico maggiorenne della band. Ma i rapporti tra Franco e il suo produttore erano sempre più tesi, poichè Franco si sentiva sempre più soffocare dagli obblighi artistici in cui non ci si rivedeva. Fù così che entrambi le parti decisero di scindere il contratto, e la band si sciolse.
Franco rimase così deluso dal music business e dalla musica stessa che decise di "appendere la chitarra al chiodo" e smettere di suonare. Non si dedicò nè a progetti musicali, e ne di composizione, per molti anni.
Si dedicò solo agli studi universitari, laureandosi poi al DAMS e frequentare un master in ingegneria del suono. Produce e registra anche un album da solista "Demo-stration", che lui stesso definisce lavoro perso, perchè frutto di un personale periodo artistico malato. Forma una nuova band insieme a dei suoi amici di Università (i Fade out), dove lui era il batterista. Ma gli impegni di lavoro e gli studi all'Università gli impedivano di dedicarsi a tempo pieno alla band, prendendo la decisione di lasciarla.
Tutto cambia quando, nel 2007, dopo aver vinto una borsa di studio della Ragione Basilicata per poter seguire dei corsi di perfezionamento musicale presso il C.E.T. del Maestro Mogol, si diploma in "Autore di testi musicali". Quell'esperienza al C.E.T. incrementò nuovamente in lui la voglia di scrivere nuove canzoni, con temi che rispecchino tematiche storiche vissute nel quotidiano. "Ho capito quanto sia importante raccontare storie di persone o eventi, attraverso la musica..poichè una canzone, scritta e vissuta in un periodo storico preciso, può insegnare più di un libro di storia".
Nello stesso periodo forma una nuova band,i "Novena" dove lui è cantante e chitarrista. Per la band scrisse molti brani di rilievo, come La notte della luna, Io Piaccio a Luca.
Proprio "io piaccio a Luca" fù un brano che riscosse un notevole successo, per la storia di un ragazzo gay che è costretto a nascondere la sua omosessualità, complice il pregiudizio della gente. L'arcigay scopre per caso il video di "io piaccio a Luca" e ne fà un inno, promuovendo il video in varie manifestazioni, e invitando i Novena al concerto-pride nel Giugno del 2009, dove la Band si trova a suonare davanti a 250.000 persone. Molte riviste scrissero anche su "io piaccio a Luca", poichè nello stesso periodo Povia presentò "Luca era Gay", e fù facile attribuirne una certa somiglianza, sia per il nome (Luca) che per il tema (l'omosessualità). Franco fù "accusato" di aver scritto la canzone come risposta a "Luca era gay", ma Franco stesso ha precisato di aver scritto "io piaccio a Luca" molti anni prima, testimone è la segreteria del CET che ancora conserva la stampa del testo, utilizzato come lavoro didattico svolto da Franco stesso.
Continua il successo della band, che si trova spesso a suonare in vari club d'Italia, oltre che a vincere vari concorsi musicali e avere l'attezione di alcuni media (spesso il Tg3 Basilicata) e radio (Rai radio1), e questo ha risvegliato in Franco quell'anima artistica che aveva perso in passato. Nacquero nuove idee e nuove occasioni, tra cui la partecipazione ai corsi e selezioni pe SanremoLab nel 2010 con il brano "cartapesta". Produce e registra il nuovo album della sua band, in cui è presente anche "Sig. fallito", brano di cui il videoclip vanta la presenza dell'attore Ulderico Pesce. Nello stesso anno Franco vince una nuova borsa di studio emessa dalla Regione Basilicata per accedere al CET, diretto dal Maestro Mogol, per conseguire il diploma in "Composizione di musica leggera" acutizzandogli lo spirito compositivo.
La crisi discografica e i pochi live hanno creato non pochi problemi alla continuità artistica dei Novena, al punto che la band si scioglie. Franco decide di andare avanti da solo, attuando un progetto artistico da solista, e per ritrovare se stesso scappa in Inghilterra (poichè perde anche il lavoro che aveva in Italia), In Inghilterra trova un lavoro come cameriere e frequenta molti live club che gli danno la possibilità di esibirsi soltanto con la sua chitarra, notando subito un forte riscontro in positivo da parte del pubblico. Questa nuova "scena" gli dà l'imput per imbattersi in una nuova avventura artistica, quella da solista. Affitta uno studio di registrazione e, suonando tutti gli strumenti in multitraccia, registra alcune canzoni scritte nella stessa Inghilterra.
Franco è stato sempre aperto nel trattare nelle sue canzoni temi legati a disagi personali proiettati nella società, "mi sono sempre sentito il portavoce di una generazione che ha molte cose da dire, ma che spesso gli viene tolta la voce, per questo le scrivo , le canto,le racconto, ma le
-nuove- canzoni che ho scritto in Inghilterra hanno un sapore diverso, sicuramente più amaro, poichè è come guardare da un monitor la mia terra, l'Italia e ragazzi come me, con un disagio che ci accompagna in questo periodo storico, costretti a fuggire in un altro paese, sottolineando quanto ci manca la nostra terra".
Dopo 15 anni di intensa attività artistica che lo ha visto protagonista in varie band, Franco decide di intraprendere la strada da solista.
A Dicembre 2012 esce "Silenzio, parla nessuno!". Un brano che racconta la vita difficile dei giovani disoccupati. L'importante tematica trattata da Franco in "Silenzio, parla nessuno" suscita interesse da parte dei Media, e la canzone, con relativo videoclip, vengono trasmessi da trasmissioni televisive, tra cui anche un'intervista della RAI (redazione regionale della Basilicata) in occasione dell'uscita del singolo della stessa canzone.


Franco Fusco


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